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Quando fuori piove…


Una delle cose belle dell’inverno è quando piove nel week-end e tu puoi rimanere a crogiolarti sotto il tuo piumone caldo e lasciar scorrere la domenica avendo come unica preoccupazione il coraggio di trasferirti sul divano in compagnia del tuo amato plaid a sgranocchiare patatine, mentre dai il via alla maratona di Grey’s Anatomy.
Ovviamente questo è un flash back! Ciò che accadeva qualche anno fa, quando nelle domeniche piovose c’eri solo tu o al massimo tu e il tuo compagno e quindi la scena di cui sopra si arricchiva di coccole sotto il piumone e/o sotto il plaid.
Adesso tutto ciò è solo un vago ricordo e le domeniche di pioggia o di neve e freddo gelido (come il week-end appena passato) rischiano ogni volta di trasformarsi in un vero incubo! Niente piumone e niente plaid, almeno non per te!
Chiusi dentro quattro mura. Due adulti e due bambini. La vostra partita è persa fin dall’inizio. Pure quando il bimbo è uno solo si fa fatica a segnare qualche punto. Non oso neppure immaginare cosa potrebbe essere con tre marmocchi.

Il mantra che ossessiona una mamma appena apre gli occhi in una domenica piovosa è: “e adesso cosa gli faccio fare?
Sì, perché bisogna pur tenerli occupati sti fanciulli in qualche modo e dopo un po’ la televisione non è più sufficiente oltre che diseducativa e quindi la mamma attenta non può permettersi di lasciarli imbambolati di fronte al piccolo schermo per più di due ore di seguito… ne va del suo onore e piuttosto si inventa la qualunque (follia!) pur di rispettare il suo ruolo di mamma zelante.
Io ne ho provate diverse, confesso che mi sono fatta aiutare da Internet o da libri del tipo “100 e 1 giochi intelligenti per trascorrere il tempo con i bambini” e alcune sono state soluzioni di successo, altre nuova fonte di stress, ma penso che nella vita vale la regola che bisogna sperimentare prima di prendere una posizione.
Ricordo quella volta che con Tommaso abbiamo provato a riempire una bacinella d’acqua e a soffiarci dentro con le cannucce per  scoprire le bolle e poi ci siamo avventurati con i travasi. La scena si è conclusa con io che raccoglievo l’acqua in soggiorno con il pancione di sette mesi.
Da quella volta abbiamo fatto grossi progressi.
Indubbiamente il disegno è sempre una delle attività più amate dai bambini da appena in qualche modo riescono a tenere un pennarello in mano e questo di solito si verifica intorno ai 18 mesi. E così coinvolgendo anche la sorellina, una volta ci siamo procurati un rotolone di carta e lo abbiamo colorato tutti insieme da più parti, Tommaso l’ha pure ritagliato e, incollandoci sopra vari pezzi di altre robe raccattante in giro per casa, ha realizzato una navicella per andare nello spazio.
Appena Ludovica diventa un po’ più grande, conto di comprare perline, brillantini e tutte quelle cose sbrilluccicose per creare dei super lavoretti!
Altre volte con carta e forbici abbiamo disegnato e ritagliato maschere di supereroi e così poi il gioco è finito con un bel travestimento che pure è un grande classico!... a tal proposito, in ogni cameretta che si rispetti dovrebbe esserci un baule dei travestimenti… ma questo è un altro post!
Altre volte ancora ho ingaggiato i pupi come aiutanti per preparare i segnaposto per una cena o un pranzo.
Sì, perché è questa una delle soluzioni più azzeccate per “risolvere” una domenica piovosa di cui volevo parlarvi!
Il pranzo della domenica o la cena del sabato sera con amici che hanno figli più o meno della stessa età!
Io la definisco una “soluzione low cost e poco sbattimento”.
Niente contro i locali con area bimbi dedicata, che a Milano ce ne sono di tutti i gusti e parecchi organizzati piuttosto bene. L’inconveniente però è che spesso sono sovraffollati, vengono gestiti a turni per far entrare i bimbi nell’area gioco (e chi glielo dice a un bambino di 4 anni che non è ancora arrivato il suo turno e deve aspettare mentre vede tutti urlare e divertirsi o peggio ancora che il suo turno è finito e deve uscire proprio sul più bello?!). Poi c’è da considerare che in quanto mamma un po’ (iper) protettiva, -  a mia difesa  mi appello alla figlia di soli due anni che vuole sempre far le cose da grandi insieme al fratello e ai suoi amici, ma in realtà è uno scricciolo e non voglio si faccia male per spirito di imitazione -  finisco per alzarmi spesso dal tavolo per andare a sbirciare cosa combinano nell'altra stanza (che non è sempre così vicina) e così addio pranzo o cena in santa pace.
In casa è tutta un’altra cosa. Certo c’è lo sbattimento di preparare la cena per un minimo di 7 persone, ma si può sempre ovviare con una pizza consegnata a domicilio o in alternativa il famoso spaghetto aglio e olio e salumi come secondo piatto (fortuna che Ale si diverte in cucina e spesso il menù è molto più stuzzicante) e il gioco è fatto! Importante è che ci sia dell’alcool.
Tu, tuo marito e i vostri amici siete intorno a un tavolo a chiacchierare con un calice di vino in mano e i bambini nella migliore delle ipotesi stanno letteralmente mettendo sottosopra la cameretta, - che neanche il passaggio degli Unni poteva fare più danni – o, nella peggiore, hanno trasferito l’intera ferrovia in soggiorno e sono lì a far correre i trenini. In ogni caso la situazione è sotto controllo (o quasi).

Nessun turno da rispettare, nessun signore del tavolo accanto che si lamenta (certo potrebbe sempre bussare alla porta il vicino), nessun piatto che si raffredda mentre fai la fila per portarli al bagno.
Non vi sembra tutto così “perfetto”?!

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